Nel ciclo di vita di un hard disk è normale che le testine comincino a malfunzionare fino al punto in cui il disco non viene più riconosciuto nemmeno dal BIOS.
Il cliente, pur avendo dati importanti, aveva inizialmente scelto un sito web che prometteva il recupero a poche centinaia di euro senza nemmeno effettuare un'analisi approfondita. Questa scelta, purtroppo comune, non è da imputare al cliente: in Italia esistono pochissimi laboratori specializzati, mentre il web è pieno di promesse irrealistiche. Come prevedibile, il risultato è stato un esito negativo, espresso con un secco “non è possibile recuperare”, peggiore di un semplice “non siamo in grado”.
Nonostante ciò, il cliente non si è arreso. Ha approfondito la situazione e ci ha contattato per una second opinion. Il disco era già stato aperto in precedenza, complicando ulteriormente il recupero: solo circa il 30% dei casi di second opinion ha esito positivo.
Il caso si presentava complesso e delicato, con un graffio profondo e circolare sulla superficie zero, una delle zone più critiche per il recupero dati.
Nonostante il grave danno e la complessità legata alla particolare meccanica dei dischi Seagate in caso di head crash, siamo riusciti a recuperare circa il 75% dei file del cliente, che ormai aveva perso quasi ogni speranza.
Il consiglio fondamentale che diamo è sempre quello di affidarsi a laboratori realmente specializzati, che non vendano servizi o prodotti non correlati, né che abbiano decine di siti web promozionali inutili. Quando si tratta di dati preziosi, la tentazione di scegliere la soluzione più economica può rivelarsi un rischio troppo alto. A quale prezzo, infatti, conviene risparmiare?
